1984 o 2021?

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Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l’uno dall’altro e non vivono soli… a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto.
Dall’età del livellamento, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del bispensiero… tanti saluti!

Winston Smith

Dove siamo, nel passato, nel presente o nel futuro? Partiamo da qui: 1984 non è solo una data ma ai più risuonerà come un richiamo all’attenzione, un invito a ripescare dai meandri della nostra memoria il ricordo di una lettura, 1984 non è solo il titolo dell’opera eccelsa di George Orwell ma è soprattutto un avvertimento. Per chi ha avuto la fortuna come noi di assaporarne l’esclusività, il titolo che abbiamo scelto (1984 o 2021?) parrà avere sempre più senso man mano che procederà nella lettura. Ma per chi invece non avesse ancora avuto l’onore e l’onere, l’invito è di rimediare, 1984 è un’opera che, in qualsiasi periodo storico la si legga, sembra serbare sempre una riflessione necessaria.

Lo colpì il fatto che ciò che veramente caratterizzava la vita moderna non era tanto la sua crudeltà, né il generale senso d’insicurezza che si avvertiva, quanto quel vuoto, quell’apatia incolore.

1984 descrive un probabile futuro distopico in cui il totalitarismo imprigiona le menti. Forse Orwell scrivendolo ha voluto in qualche modo rispondere alla domanda “Cosa accadrà se l’umanità continua a seguire le tendenze degli inizi del 1900?”. Il romanzo è stato scritto nel 1948 e da lì, il 1984 era IL futuro. Il futuro che Orwell disegna è terrificante: il mondo è diviso in tre superpotenze totalitarie, ovvero, Oceania, Eurasia e Estasia che sono costantemente in guerra fra loro. Vi sembra attuale? Continuiamo .. L’Oceania è governata dal Socing, il partito socialista inglese, al cui comando vi è il Grande Fratello, l’unica figura verso la quale gli abitanti possono provare amore. La guerra non è finalizzata a conquistare la fazione opposta ma ad impedire, attraverso l’egemonia, un avanzamento sociale.

L’odio è sovrano e al vertice è il Grande Fratello (ebbene si, la trasmissione televisiva prende il nome proprio da qui!) onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. La libertà personale è pressoché inesistente, il controllo delle persone è capillare e viene esercitato tramite dei teleschermi in grado di inviare messaggi ma soprattutto di controllare ogni singolo movimento delle persone in ogni singolo istante della loro vita. Non vi viene in mente proprio nulla?

La storia si svolge a Londra tra odio, isteria e timore che il braccio armato del partito possa cogliere il minimo dissenso nei confronti del Grande Fratello che tutto vede e tutto può.

IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA. BIG BROTHER IS WATCHING YOU

Non è possibile pensare né tantomeno esprimersi: il partito detta e la popolazione esegue. E se qualcuno malauguratamente non fosse d’accordo? Semplice: viene vaporizzato, la sua esistenza viene completamente cancellata, niente più passato, presente e futuro. E se qualcuno dovesse cogliere contraddizioni nei dettami del partito? Impossibile, per tutti gli abitanti vale il bipensiero. Il bipensiero permette di considerare veritiere delle affermazioni prive di logica, o di credere simultaneamente a delle idee completamente contrastanti.

La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza

In questo panorama desolato e desolante sembra esserci un’eccezione: Winston Smith che odia profondamente il Grande Fratello e non si piega agli ordini del partito. Lui, unico sano in un mondo completamente folle, corre in soccorso al lettore ormai tremante ad un angolo e gli offre una flebile speranza. Winston va contro tutto, s’innamora di Julia anche se ovviamente proibito. I due lottano, cercano di preservare il loro amore dall’aridità di un mondo in cui tutto è il contrario di tutto se questo serve a controllare le menti. Winston sembra forte, sembra il paladino di tutti noi, convinto di essere diverso. Fin qui facile identificarsi con lui. Inorridito da tanto odio, così distante dal suo presente. Ma è davvero così? Sembra che l’odio non li appartenga, sembra non ne sia capace. Ma se non accettiamo la possibilità di poter  odiare siamo davvero capaci d’amore?

Come distopia vuole, Winston sarà, dopo lunghe torture, asservito; imparerà ad amare il Grande Fratello e come lui  anche Julia. L’indottrinamento arriverà a compimento. Ora è più difficile rimanere identificati con lui! Ma siamo cosi diversi da Winston Smith?  Il lavoro del Partito è ancora lungo. Come viene spiegato all’inizio del libro, la completa disfatta del pensiero umano è prevista per il 2050, periodo in cui tutto il passato sarà “ripulito”. Nonostante l’onnipresenza  del Grande Fratello, infatti, per asservire il presente ci vuole tempo e finché il genio umano resterà vivo, per quanto confinato, un germoglio di speranza ci sarà sempre.

Difficile? Si, ma questa sembra essere l’unica possibilità che Orwell ci offre per salvarci, per far si che presente, passato e futuro non si fondano e non si confondano.

Sembra quasi che Orwell ci offra la speranza di non perdere la memoria.

“… Si chiese, come aveva fatto parecchie volte in passato, se per caso non fosse pazzo. Forse, a ben pensarci, un pazzo non era che una minoranza formata da una sola persona. Un tempo era segno di follia credere che la terra girasse intorno al sole, oggi lo era il ritenere che il passato fosse immutabile. Poteva darsi che lui fosse il solo ad avere una simile convinzione, ed essendo il solo doveva per forza di cose essere pazzo. Tuttavia non lo disturbava granché il pensiero di essere pazzo: più orribile ancora era la possibilità che non lo fosse.”

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