BAMBINI IN QUARANTENA

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Cosa possono fare i genitori?

Cari genitori e a voi che rivolgiamo il nostro pensiero. Dai primi giorni di Maggio stiamo assistendo ad una graduale “riapertura” delle nostre vite al mondo esterno, mondo che fino a qualche giorno fa e per più di cinquanta giorni è arrivato a noi filtrato dalle tende delle nostre case, ha squillato sullo schermo dei nostri cellulari ma soprattutto ha fatto irruzione, spesso prepotentemente, con le notizie al tg. Le porte delle nostre case si stanno riaprendo e con esse anche quelle dei bar, dei ristoranti e presto anche con quelle dei cinema e dei teatri; alcune porte però rimarranno ancora per un po’ chiuse, sigillate; fino a settembre se non oltre: le porte delle scuole. Dagli inizi di marzo per evitare il diffondersi del contagio tra i più giovani le porte delle scuole di ogni livello e grado, ma di tutta Italia, sono state sbarrate.

Le giornate dei vostri bambini sono state irrimediabilmente sconvolte: niente più autobus fino a scuola, niente più appuntamento con gli amichetti per lo spuntino, niente più banchi né lavagne, niente più classi. Eh si perché tra le altre cose, a cui avete cercato con tutto l’impegno e l’amore di sopperire attraverso l’utilizzo della tecnologia e della fantasia, quello che è mancato all’improvviso ai vostri bambini è il gruppo di amici, i compagni di banco e di gioco.

D’altro canto voi siete stati chiamati in soccorso per guidare i vostri figli nell’utilizzo dei dispositivi e nel relazionarsi con una maestra che non era più al loro fianco ma al di là di uno schermo, voi siete stati chiamati ad essere dei “nuovi insegnanti”! E ora che probabilmente siete chiamati a tornare anche a lavoro tutto sembra complicarsi ulteriormente!

Se ci fermassimo per un attimo a riflettere sulle conseguenze a lungo termine che, una pandemia come quella che stiamo vivendo, ha avuto nelle vite di tutti noi, non possiamo non soffermarci sull’entità delle ripercussioni che tutto questo avrà nelle vite dei più piccoli. Basti pensare, grazie ad una riesamina condotta dall’Unicef, che  il 99% dei bambini e dei ragazzi sotto i 18 anni nel mondo (circa 2.34 miliardi) vivono in uno dei 186 Stati che hanno sperimentato e ancora lo stanno facendo, forme di restrizione ai movimenti a causa del Covid-19.

A rassicurarci c’è un dato inequivocabile: i bambini presentano, spesso a dispetto degli adulti, una notevole capacità di adattamento ai cambiamenti di contesto non senza soffrirne però o quantomeno senza mostrarne i segni dello sforzo. È del tutto frequente che nei casi meno gravi i bambini abbiano potuto o possano mostrare segni di alta irritabilità, paura, scarsa iniziativa. Per i bambini più fragili, con alle spalle vissuti già traumatici o addirittura portatori di disabilità saranno probabili sintomi di regressione evolutiva, o saranno maggiori le richieste di attenzioni o sintomi ansiosi.

In questi periodo di isolamento sociale la verità è che per i vostri bambini non andare a scuola, nella maggior parte dei casi, non è stato e non viene vissuto come un evento positivo. Si tratta di tempo per loro di mancata socializzazione e mancato scambio ludico tra pari. Ogni bambino di per sé e con l’aiuto di genitori attenti sarà in grado di elaborare quanto vissuto ma sicuramente manterrà il ricordo di esperienza senza eguali e difficile da spiegare.

Sarà comune per voi notare maggiori comportamenti di attaccamento e regressione, così come più incidenti in bagno o gesti di auto conforto come succhiarsi il pollice. I genitori di bambini più grandi potrebbero invece aspettarsi un umore altalenante e, come abbiamo detto, irritabilità. Per loro, l’isolamento sociale può rappresentare una vera difficoltà. Non disperate, non siete soli.

Mentre procediamo in questa bizzarra e nuova “normalità” ecco alcuni nostri suggerimenti per salvaguardare la serenità dei vostri piccoli.

La prima cosa più importante da fare è: trasmettere calma. I bambini imparano da noi adulti a gestire lo stress e a risolvere i problemi. Genitori, quindi, prendetevi cura di voi stessi, i vostri bimbi vi osservano. Stabilite una routine giornaliera flessibile in cui momenti dedicati all’apprendimento sono intervallati ed arricchiti da momenti di svago, di gioco e di attività fisica non competitiva. Rassicurate i vostri bambini con onestà sul fatto che sono al sicuro e protetti e che ci sono persone che stanno cercando di risolvere la situazione per cui fino a quel momento indossare la mascherina e mantenere una distanza dall’altro può proteggerci.

Giocate con loro, trascorrete del tempo in loro compagnia divertendovi a fantasticare. Giocare aiuterà loro e anche noi.

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